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Propedeutica

La danza necessita primariamente delle cosiddette capacità coordinative ed esse sono maggiormente sensibili e si perfezionano in età precoce e precisamente nel periodo che va dai sei ai dodici anni.

Per tale motivo l'avviamento a questa disciplina è consigliabile intorno ai sei anni, la fascia di età che corrisponde alle cosiddette "fasi sensibili" ed è necessario che gli impegni motori siano adeguati allo sviluppo ed ai periodi della crescita dei giovani praticanti.

Ecco dunque le parole chiave per l'impostazione di giovani danzatrici su cui ogni insegnante dovrà ragionare e trarne il punto di partenza per i programmi da svolgere e gli obiettivi da raggiungere:

Postura o Allineamento corporeo - Equilibrio - Aplomb o stabilità.

Tutto ciò è sicuramente vero ma in parte discorda con la realtà la danza come gioco e disciplina viene avvicinata dalle praticanti in età ancor più precoce ossia intorno ai 3/5 anni anche se in questo stadio non si può parlare di vera e propria disciplina.
Le bimbe vengono avviate a quella che tecnicamente viene chiamata Propedeutica e consite in lezioni che prevedono; educazione al suono, coordinazione nei movimenti, attività ludiche ed espressive.

La propedeutica si prefigge lo scopo di aiutare i bambini a scoprire e conoscere il proprio corpo ed ad indagare sui processi creativi per favorire il globale sviluppo psicofisico conducendoli gradualmente ad una completa padronanza di tutti quegli elementi che concorrono a creare i presupposti per la migliore disponibilità allo studio della danza. Il lavoro proposto per le sue finalità di risveglio della consapevolezza corporea e di scoperta dell'intenzionalità espressiva, offre agli allievi un'esperienza sul movimento ampia ed approfondita utile sia per coloro che intendono proseguire gli studi coreutici sia per coloro che non intendono approfondire questa materia, costituendo di per sé un arricchimento alla formazione del bambino.
La propedeutica apporta mezzi fondamentali per la costruzione di uno schema motorio di base sviluppando qualità neurofisiologiche indispensabili per la coordinazione e creando un corretto portamento, educando l'apparato vestibolare (equilibrio) e fornendo, quindi, un esatto senso delle rotazioni (orientamento spazio temporale). Le esercitazioni di danza sviluppano inoltre la mobilità articolare e la forza degli arti inferiori, il controllo costante del corpo, migliorando dunque le qualità di tenuta nonché la coordinazione e il ritmo. Prima ancora di passare allo studio delle varie posizioni della danza dalla stazione eretta, le esercitazioni verranno svolte a terra (stazione seduta, decubito supino, prono e laterale) dove il fissaggio del bacino facilita l'apprendimento della corretta postura, evitando di incorrere subito in atteggiamenti viziati e scorretti.

Tali esercizi, definiti di "sbarra a terra", si basano sulla tematica dei contatti ossia di saper interiorizzare l'allineamento corporeo e i giusti schemi motori per la tenuta ginnastica tramite il contatto del corpo con il suolo: infatti il suolo permette un apprendimento più rapido potendo le allieve avere come riferimento la perfetta linearità e stabilità del suolo stesso. I contatti possono essere divisi per ogni regione corporea, simmetrici o asimmetrici in senso trasversale o longitudinale ed il processo educativo è in relazione alle zone di appoggio del corpo da cui si ricercano le variazioni di pressione, le uguaglianze, le sintonie mediante la funzione esplorativa. Il lavoro a terra inoltre permette di localizzare con precisione gli interventi muscolari richiesti dai movimenti in questione escludendo la presenza di compensazioni da parte di altri segmenti corporei. Le esercitazioni di danza verranno poi fatte eseguire dalla stazione eretta con l'ausilio di un sostegno, la sbarra, l'allieva, oltre ad avere un punto di riferimento spaziale preciso, evita l'inutile sforzo di mantenere un autonomo controllo di tutto il corpo prima che i vari gruppi muscolari siano stati sufficientemente preparati.

Vedi gli esercizi alla Sbarra

La sbarra, a differenza del suolo, permette la possibilità di maggiore movimento: si possono effettuare esercizi di tenuta, di flessibilità, di potenziamento e di coordinazione. Gli esercizi di tenuta sono particolarmente conformi alla sbarra per il fatto che essa agevola il mantenimento dell'equilibrio del corpo in posizione eretta tramite l'appoggio, che può essere con due mani in modo che la danzatrice si trovi di fronte o con il dorso all'attrezzo. Successivamente l'appoggio viene ridotto ad una sola mano, così che la ballerina risulta essere di fianco (dx o sx) all'attrezzo. La scelta del tipo di appoggio è in rapporto alla preparazione delle allieve in base al loro grado di apprendimento riguardo l'impostazione del corpo, all'equilibrio, ed anche al tipo di lavoro che bisogna svolgere.

E' da premettere, comunque, che la sbarra non è da sostituirsi completamente agli esercizi a terra, ma ne deve diventare una sua integrazione: è da sottolineare, inoltre, che la preparazione alla sbarra deve basarsi inizialmente su uno studio globale per le bambine di 5-6-7 anni, senza quindi fare premesse analitiche su tutti gli elementi di corretta impostazione che invece verranno rilevati quando le danzatrici, raggiunta l'età di maggior consolidamento degli schemi motori di base, saranno così in grado di intraprendere un lavoro più serio ed impegnativo. Una volta acquisita una certa padronanza nel controllo e nell'allineamento dei segmenti corporei, le esercitazioni verranno eseguite anche al centro, ovvero senza l'ausilio di alcun supporto: l'impegno sarà dunque maggiore e verranno inserite combinazioni varie, andature, saltelli, movimenti degli arti superiori, salti e giri. Questo tipo di allenamento deve essere supportato dalla musica, indispensabile per l'acquisizione del senso ritmico, per fare abituare la danzatrice ad una continuità di movimenti e per evitare la noia e la fatica.
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