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l'hip hop affiora musicalmente come reazione alla dance delle discoteche di metà anni Settanta. Ne sta fuori fisicamente, perche' germina agli angoli delle strade, nei cosiddetti "bloc party". E' la riappropriazione da parte degli afroamericani del funk, pastorizzato dai bianchi e confezionato come disco music. Il DJ "taglia-e-cuce" porzioni di dischi in vinile con le tecniche del "break", isolando le parti ritmiche essenziali e prolungandole a dismisura, deformandole successivamente con la pratica dello "scratch". E l'MC (ossia Master of Ceremony), progenitore del rapper, invita i presenti a ballare, oltre a magnificare le qualità proprie e del DJ. La disciplina musicale dell'hip hop nasce come musica di strada: povera di mezzi e ricca di idee.
L'Hip-Hop è formato da 4 elementi: Mcing, il Djing, il Writing e il Breaking; ognuno completa l'altro e tutti assieme formano il vero Hip-Hop, quello che spakka di brutto per intenderci.
Parola chiave del Hip Hop è "free style", ovvero l'arte dell'improvvisazione, non come mancanza totale di regole, ma come interpretazione soggettiva ed originale delle regole stesse.
Tutto ha avuto inizio dal breaking, ovvero doveva esserci qualcuno che faceva basi per poter far ballare il breaker, è da questa necessità è nato il Dj, subito dopo si è sviluppata anche la figura dell'Mc, ovvero colui che canta sulle basi; l'unico "personaggio" forse indipendente è il Writer, cioè colui che disegna. Ognuno ha il suo compito, proviamo ad analizzare ogni singolo elemento:
- L'Mc a.k.a. Master of Ceremony (maestro di cerimonia): è colui che canta, solitamente mette in rima quello che vede e quello che sente, la maggior parte dei testi tratta di argomenti veri e vissuti, sono presenti molti contenuti espliciti.
Gli Mc's solitamente si sfidano in gare di free-style per dimostrare la loro bravura; molte volte è proprio da questa improvvisazione che nascono poi i pezzi più curati che troviamo nelle varie cassette.
- Il Dj e/o Bit-Maker: è colui che appoggia tecnicamente l'Mc, è lui che prepara le basi, cerca e trova le sonorità più adatte per il pezzo finito, lo mixa, lo remixa e lo arricchise con scratch, insomma tutto quello che sentiamo oltre alla voce dell'Mc in un pezzo Hip-Hop è opera del suo Dj.
- Il Writer: è colui che dipinge e teggha (firma col suo nome "d'arte" qualsiasi tipo di suoperficie), lo sente per necessità, solitamente dipinge con tecniche di Aerosol-art, colpisce muri, tetti, garage... insomma tutto il devastabile.. ultimamente in Italia è in voga dipingere i treni. Nello stivale vantiamo di molti writer veramente validi che possono competre in tutto e per tutto con quelli degli U.S.A.
- Il Breaker: è colui che balla, si può presupporre che tutto l'hip-hop sia nato intorno a questa figura, come già detto in precedenza.
Balla la Break-Dance, fà evoluzioni spettacolari è solitamente è protagonista nelle Jam (ovvero le feste tipiche dei b-boy, occasioni di unione e scambi culturali).
L'hip hop nel suo insieme, e dunque non solo in senso musicale, è stata la sottocultura più influente del tardo Novecento. Il graffitismo, o "tagging", com'era detto inizialmente, ha deviato il corso dell'arte contemporanea, immortalato da personaggi quali Basquiat e Keith Haring. La breakdance, o "body popping", ha
trasformato i codici coreografici della danza, divenendo genere a sé. E in musica l'idea stessa del "taglia-e-cuci", spontaneamente postmoderna (l'azzeramento del testo narrativo della canzone tradizionalmente intesa), ha rivoluzionato le tecniche di produzione, mentre la cadenza cantilenante del rap si è insinuata nelle forme di espressione vocale, ridefinendole a sua volta. Per non dire dell'abbigliamento, altro elemento determinante nel costume giovanile: cappellini, sneakers, pantaloni a cavallo basso... In epoca recente nessun'altra sottocultura ha prodotto una trasformazione simile nei codici di comunicazione collettivi.
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La breakdance, nota anche con il nome di breaking, è un ballo acrobatico che affonda le sue radici nella cultura afro-americana di New York.La sua nascita, per quanto storicamente ancora incerta, può essere fatta risalire alla fine degli anni sessanta ad opera dei giovani di colore del South Bronx, che amavano esibirsi durante le performance live del Dj giamaicano Kool Herc, pioniere del movimento Hip-Hop.Fu proprio lui, vedendo gli scatenati ballerini che lo circondavano, a coniare il termine "b-boys" (ragazzi della break dance).All'inizio il breaking era una cosa prettamente da neri ma verso la metà degli anni settanta, ecco scendere in pista la scena portoricana, capitanata da Charlie Chase e alla breaking originale vennero aggiunte alcune mosse dalla forte influenza latina, che, tuttavia, non si contrapponevano alla volontà della comunità nera.
Nel 1984 venne girato "Breakin", il primo film in assoluto sulla breakdance e la pratica di questa affascinante forma d'espressione iniziò a conquistare il mondo.
Il ballo in sé non è caratterizzato da una struttura precisa ma, al contrario, risulta essere piuttosto improvvisato (nel senso più buono del termine) e ogni interprete ha la facoltà di tirare fuori il meglio di sé, utilizzando i più svariati elementi "compositivi". Questo, però, senza uscire fuori da certi schemi standard che altrimenti farebbero diventare il breaking una cosa completamente diversa. In altre parole, le mosse da utilizzare sono quelle descritte brevemente nell'ultima parte dell'articolo e, tranne qualche modifica del tutto personale, non si può sgarrare.
Un mito da sfatare è quello che il breaking, nonostante abbia origini metropolitane, venisse usato per risolvere questioni relative alle bande criminali, come una sorta di guerra alternativa.Questo, anche se in parte potrebbe essere vero, è stato sicuramente amplificato da qualche errata ricostruzione cinematografica. In effetti il breaking nasce come forma d'arte e muore come tale.
Se un tempo era un modo per esprimersi, per essere protagonisti di qualcosa e per "uscire" dal ghetto, oggi, nella maggior parte dei casi, i praticanti vedono la breakdance come un semplice sport fine a stesso, oppure, peggio ancora, come una moda che fa tendenza e quindi da seguire.
Mosse e termini della break dance:
- Freeze:
È Sono dei momenti di stasi che vengono eseguiti subito dopo una serie di movimenti veloci, allo scopo di creare una situazione di "congelamento".
- Powermove:
Rotazioni del corpo attorno ad un asse centrale. Il corpo può essere sempre a contatto con il terreno, oppure, al contrario, il movimento può essere alternato a "fluttuazioni" in aria.
- Footwork:
Movimenti a terra utilizzando mani e piedi che, nel loro complesso, formano un gradevole effetto di fluidità.
- Toprock:
Il toprock è la fase del ballo che avviene in piedi e in genere coincide con la parte iniziale della performance. I movimenti consistono in passi in avanti alternati e in oscillazioni laterali delle braccia. Dal toprock si può passare al downrock attraverso una serie di drops (fasi di passaggio dalla parte alta a quella a terra).
- Downrock:
È l'insieme di tutte le mosse che richiedono l'utilizzo delle mani, dei piedi e delle altre parti del corpo e viene eseguito a terra, a contatto con il suolo.
- Battle:
È una competizione in cui i breakers si sfidano a colpi di ballo, a turni, e con coreografie in genere improvvisate. Le sfide in questione possono essere fatte solo da due persone che si alternano a vicenda, oppure da squadre composte da un numero variabile di individui. Vince chi esibisce le combinazioni e i passi più belli e spettacolari.
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  | La danza jazz è una disciplina ricca di storia, che ha subito influenze da numerose correnti. Queste influenze provengono da elementi tipicamente culturali, che vanno dalla cultura africana alla tradizione occidentale, dalla tecnica della danza classica, alle diverse correnti di quella moderna.
Un insieme di storia che porta ad un movimento tecnico e viscerale allo stesso tempo, ricco di energie e disciplina. Uno stile di danza ritmica e divertente, spesso associata al genere del Musical o "televisivo". Il Modern-Jazz, con la sua dirompente carica vitale, esalta il corpo e le sue infinite possibilità di movimento. Una delle grandi idee a cui la danza moderna diede rilievo fu quella di attribuire importanza a tutto il gruppo che danza, rifiutando il concetto di primo ballerino per far risaltare lo spirito di gruppo, dei danzatori che danzano insieme, concependo coreografie corali. L'origine del jazz è nel ritmo percussivo che viene dalle radici della comunità nera della profonda africa.
Questa disciplina ha la finalità di preparare i giovani allievi a ritmi musicali diversi ed a una espressione corporea fuori dai canoni che lo studio classico impone al fine di irrobustire il fisico, aumentarne la velocità e la coordinazione dei movimenti ed accrescerne l’agilità del corpo. Un modo personalizzato d’intendere la danza, rivolto allo studio del movimento attraverso la ricerca di una dinamica e di uno stile proprio.
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